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Rivalutazione delle partecipazioni non quotate e dei terreni

Scade al 1 luglio 2013 il termine per la rivalutazione del "valore fiscale" dei terreni (edificabili o agricoli) e delle partecipazioni in società non quotate posseduti, al di fuori del regime d’impresa, al 1° gennaio 2013.

La Legge di stabilità 2013 permette la rivalutazione entro il 1° luglio 2013 delle partecipazione qualificate e non qualificate in società non quotate in mercati regolamentari e di terreni posseduti non in regime d’impresa al 1° gennaio 2013.

Si ricorda a tal proposito che per partecipazioni non “qualificate” si considerano tutte quelle che rappresentano complessivamente una percentuale di voto esercitabile nell’Assemblea ordinaria pari ovvero inferiore al 20%. Invece, per partecipazione “qualificata” la percentuale di voto esercitabili in Assemblea ordinaria maggiore al 20%.

Il principale beneficio della rivalutazione consiste nel fatto che il valore rideterminato assume rilevanza nel calcolo della plusvalenza tassabile ai fini Irpef. In altri termini, per quantificare l'imponibile della cessione del bene, il contribuente può assumere, in luogo del costo o valore iniziale del bene, quello indicato nella perizia di stima, riducendo sensibilmente la tassazione.

I beneficiari sono: le persone fisiche che detengono terreni e partecipazioni al di fuori del regime d'impresa; le società semplici e i soggetti assimilati; gli enti non commerciali, con riferimento ai beni che non rientrano nell'esercizio dell'attività commerciale.

Per poter usufruire di tale agevolazione il contribuente, entro il 1° luglio 2013, deve fare redigere e asseverare una perizia da un professionista abilitato (ad esempio dottore commercialista, geometra, ingegnere, etc.) e versare entro la stessa data l’imposta sostitutiva (o la prima rata in caso di rateizzazione) pari al 4% per i terreni e le partecipazioni qualificate e al 2% per quelle non qualificate.

Inoltre, è possibile detrarre ovvero chiedere a rimborso l’imposta già versata su eventuali precedenti rivalutazioni sui medesimi beni.  A tal proposito si ricorda che l’importo chiesto a rimborso non può essere comunque superiore all’importo dovuto in base all’ultima rideterminazione del valore effettuata.

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