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Incostituzionale la notifica della cartella di pagamento all’irreperibile

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma in base alla quale, in ogni caso di irreperibilità, anche solo temporanea, la notifica della cartella di pagamento possa avvenire mediante semplice deposito dell’atto presso la casa comunale

La Corte Costituzionale, con la sentenza 258 depositata il 22 novembre 2012, ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 26 del DPR 602/73 nella parte in cui prevede che, in ogni caso di irreperibilità, anche solo temporanea, la notifica della cartella esattoriale possa avvenire ai sensi dell’art. 60, comma 1, lett, e) del DPR 600/73, ovvero mediante semplice deposito dell’atto presso la casa comunale.

Può accadere che il contribuente destinatario di una notifica sia temporaneamente (perché si trova momentaneamente fuori casa) o assolutamente (contribuente che, ad esempio, cambia residenza senza dirlo all’Anagrafe) irreperibile.

Nel primo caso, l’art. 60 del DPR 600/73 prevede che l’agente notificatore deve affiggere avviso di deposito presso la porta dell’abitazione, depositare l’atto presso la casa comunale e notiziare di ciò il contribuente mediante raccomandata a/r.
Invece, nella seconda ipotesi, riscontrata l’irreperibilità, il messo semplicemente deposita l’atto nella casa comunale e la notifica si perfeziona decorsi otto giorni dalla menzionata affissione.

Per quanto riguarda la notificazione della cartella di pagamento, la norma prevede che nel caso di irreperebilità sia temporanea che assoluta, la stessa sia effettua con le modalità relative all’irreperibilità assoluta; pertanto, il messo che non trova il contribuente, deposita l’atto nella casa comunale, e la notifica si perfeziona il giorno successivo.


A seguito della sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima tale norma, non potrà essere utilizzata

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