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NOVITA’ IN MATERIA DI CONTRATTI DI COLLABORAZIONE A PROGETTO E CON SOGGETTI CON PARTITA I.V.A.

A partire dal 18 luglio sono state introdotte sostanziali modifiche al regime di utilizzo dei contratti di collaborazione a progetto e dei contratti con soggetti con partita I.V.A., introducendo presunzioni di subordinazione e limiti reddituali.

La riforma del lavoro ha apportato rilevanti novità in tema di contratti di collaborazione a progetto e prestazioni rese da titolari di partita Iva che troveranno applicazione per i contratti stipulati / rapporti instaurati a decorrere dal 18 luglio 2012. Per i contratti / rapporti in essere a tale data, le nuove disposizioni saranno applicate decorsi 12 mesi dalla medesima data.

In particolare, per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa è ora stabilito che:

  1. i rapporti di collaborazione devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore. Pertanto il contratto in forma scritta deve contenere la descrizione del progetto, con individuazione del suo contenuto caratterizzante e del risultato finale che si intende conseguire. Inoltre il progetto non può consistere in una mera riproposizione dell'oggetto sociale del committente e non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi;
  2. il corrispettivo del collaboratore deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro eseguito e non può essere inferiore ai minimi salariali stabiliti dalla contrattazione collettiva per ciascun specifico settore di attività (al riguardo si dovrà fare riferimento ai livelli retributivi minimi applicati ai profili professionali tipici o a quelli applicati a mansioni equiparabili);
  3. il recesso contrattuale può intervenire, prima della scadenza del contratto, oltre che per giusta causa, anche per volontà del committente, qualora siano emersi profili di inidoneità professionale del collaboratore tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto. Il collaboratore potrà recedere anticipatamente, dandone preavviso, solo nel caso in cui tale facoltà sia prevista nel contratto individuale;
  4. i contratti a progetto, salvo prova contraria a carico del committente, sono considerati come rapporti di lavoro subordinato, sin dalla data di costituzione, qualora l’attività del collaboratore sia svolta con modalità analoghe a quelle dei dipendenti dell’impresa committente, salvo nei casi di prestazioni di elevata professionalità individuati dalla contrattazione collettiva.

Per quanto riguarda invece le prestazioni rese da titolari di partita Iva, è ora previsto che, salvo prova contraria a carico del committente, si considerano rapporti di collaborazione coordinata e continuativa le prestazioni che, seppur formalmente inquadrate come autonome, presentano almeno due delle seguenti caratteristiche:

  1. durata complessiva della prestazione superiore a otto mesi all’anno per due anni consecutivi;
  2. compenso derivante dalla collaborazione superiore all’80% dei corrispettivi annui totali percepiti nell’arco di due anni solari consecutivi dal titolare della partita Iva (non è rilevante che i compensi siano erogati da una pluralità di soggetti formalmente distinti quando essi sono riconducibili a un unico centro di interessi);
  3. presenza di una postazione fissa di lavoro presso il committente.

La presunzione di cui sopra non si applica nei seguenti casi:

  1. prestazioni che presuppongono elevata competenza teorica o specifiche capacità tecnico-pratiche;
  2. lavoratore titolare di un reddito di lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il minimo imponibile ai fini contributivi (per il 2012 tale limite è pari ad Euro 18.633);
  3. prestazioni svolte nell’esercizio di attività per le quali è richiesta l’iscrizione a un Ordine, ad albi, ruoli o elenchi indicati con specifico decreto ministeriale.

Si segnala che nel caso di applicazione di tale disciplina, e quindi di qualificazione della prestazione resa da titolare di partita Iva come rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, in assenza di un progetto il rapporto sarà considerato come lavoro subordinato sin dalla data di costituzione del rapporto.

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