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RIFORMA DELLA LEGGE FALLIMENTARE: PRINCIPALI NOVITA’

In tema di legge fallimentare, sono state introdotte novità e semplificazioni per l’accesso alla procedura del concordato preventivo e per il suo funzionamento

Il d.l. crescita e sviluppo ha apportato importanti novità in materia di diritto fallimentare. Le disposizioni di maggiore rilevanza sono ascrivibili ai seguenti istituti.

Azione di revocatoria

E’ previsto il non assoggettamento all’azione revocatoria degli immobili a uso non abitativo destinati a costituire la sede principale dell’attività di impresa dell’acquirente, purché alla data di dichiarazione di fallimento tale attività sia effettivamente esercitata o siano stati compiuti investimenti per cominciare.

Concordato preventivo

E’ stata prevista la possibilità di introdurre la procedura con  la presentazione di un ricorso mediante domanda “prenotativa” presso il Tribunale di competenza con allegati i soli tre ultimi bilanci approvati.

A seguito di detta presentazione, cui deve fare seguito la presentazione di un piano di concordato contenente tempistiche e modalità di adempimento, derivano i seguenti effetti giuridici:

  • i creditori per titolo o causa anteriore al momento del deposito della domanda di concordato non possono iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore;
  • le ipoteche giudiziali iscritte nei 90 giorni precedenti sono inefficaci insieme con i decreti ingiuntivi esecutivi e parzialmente esecutivi;
  • il Tribunale può autorizzare lo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione alla data della presentazione del ricorso oppure prevederne una sospensione;
  • la non adesione dei creditori deve essere manifestata; se ciò non avviene vale la regola del silenzio assenso;
  • possono essere onorati alcuni crediti anteriori al deposito della domanda di concordato se un professionista attesta che le prestazioni/cessioni di tali fornitori sono essenziali per la prosecuzione dell’attività di impresa e funzionali ad una migliore soddisfazione dei creditori.

Concordato preventivo con continuità aziendale

E’ stata introdotta la possibilità della continuità dell’attività di impresa in presenza di procedura concordataria, anche senza cessione di beni (fatta salva la possibilità di alienare quei beni non funzionali all’esercizio di impresa).

In questo specifico caso:

  • il piano (di concordato) deve contenere una analitica indicazione di costi e ricavi attesi dalla prosecuzione dell’attività d’impresa prevista dal piano di concordato, delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura;
  • un professionista attesta che la prosecuzione della attività di impresa prevista dal piano di concordato sia funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori;
  • il piano di concordato può prevedere una moratoria sino a 1 anno (dall’omologazione) per il pagamento dei creditori privilegiati o muniti di pegno o ipoteca salvo che sia prevista la liquidazione dei beni/diritti sui quali sussiste la causa di prelazione, ma in tale caso i creditori (muniti di cause di prelazione) non hanno diritto di voto;
  • i contratti in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso non si risolvono per effetto dell’apertura della procedura, anche i contratti pubblici non sono interrotti se il professionista ha attestato la conformità del piano e la ragionevole capacità di adempimento. Tale non interruzione vale anche in presenza di un assuntore a cui sono stati trasferiti tali contratti;
  • è prevista, per l’azienda in concordato in continuità, la partecipazione a procedure di assegnazioni a contratti pubblici.

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