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CHIARIMENTI SUL CREDITO PER RICERCA E SVILUPPO

Fornite importanti indicazioni in merito alle novità introdotte per il 2017 sul credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo.

Con la circolare n. 13/E del 27 aprile 2017, l'Agenzia delle Entrate, d’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico, fornisce nuovi chiarimenti sulle modifiche al credito d'imposta ricerca e sviluppo previste dalla Legge di Bilancio 2017. Lo strumento è stato infatti prorogato di un anno e potenziato con nuovi vantaggi per le imprese, tra cui l'innalzamento dell'importo massimo dell'incentivo a 20 milioni di euro e l’aliquota unica al 50% per tutte le spese ammissibili e per tutto il personale impiegato in attività di ricerca e sviluppo, senza più limitarsi a quello altamente qualificato, senza distinzioni di qualifica.

La prima modifica introdotta dalla legge di Bilancio alla disciplina del bonus ricerca riguarda i tempi: i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare possono infatti beneficiare dell’incentivo anche con riferimento agli investimenti effettuati nel periodo d'imposta 2020, anziché fino al 2019.
Tra le novità di maggior rilievo vi è poi l'intervento sull'importo massimo annuale riconoscibile a ciascun beneficiario, che a partire dal 2017 quadruplica, passando da 5 a 20 milioni di euro, a fronte di una spesa minima pari ad almeno 30mila euro.
Invariate le modalità di utilizzo, cioè esclusivamente in compensazione a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi per le attività di ricerca e sviluppo.
A incoraggiare il ricorso allo strumento vi è poi la nuova aliquota unica al 50% per tutte le tipologie di spese ammissibili, a differenza della precedente formulazione che prevedeva un ammontare del 25%, elevabile al 50% solo con riferimento alle spese per il "personale altamente qualificato".
A livello soggettivo possono beneficiare del credito d'imposta tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, dal regime contabile adottato e dalle dimensioni.
Il credito d'imposta spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell'Unione europea, negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati inclusi nella c.d. "white list" di cui al DM 4.9.96.                                                                                                        


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