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SCISSIONE, TRASFORMAZIONE AGEVOLATA E ABUSO DEL DIRITTO

Chiarimenti dell'agenzia delle entrate

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 101/E del 03 novembre 2016 ha chiarito che non si configura abuso del diritto nelle operazioni di trasformazione agevolata successive a un’operazione di scissione di altra società.

Risulta di rilevante interesse il metodo operativo adottato dall’Agenzia delle Entrate per valutare l’eventuale natura abusiva di un’operazione. Infatti, a tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che un’operazione può essere qualificata come abusiva qualora si verifichino congiuntamente i tre presupposti richiesti dall’art. 10-bis dello Statuto del Contribuente (L.212/2000), ovvero:

  1. La realizzazione di un vantaggio fiscale indebito, realizzato in contrasto con le finalità delle norme fiscali o dell’ordinamento tributario;
  2. L’assenza di sostanza economia dell’operazione o delle operazione poste in essere;
  3. Il vantaggio fiscale ottenuto è un elemento essenziale nella scelta, in quanto – in sua mancanza – l’operazione non sarebbe stata effettuata.

Pertanto – secondo l’Agenzia– in mancanza di solo uno dei suddetti requisiti l’operazione non può essere qualificata come abusiva. Viene inoltre affermato che, pur in presenza dei tre elementi sopra indicati, non possono essere considerate abusive quelle operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali, quali ad esempio le operazioni finalizzate al miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa.

Nel dettaglio, il caso esaminato dalla Risoluzione riguarda una società che deteneva sia immobili locati a terzi sia partecipazioni in altre società, che, al fine di superare i vincoli normativi della trasformazione agevolata ex L. 208/2015, procedeva a un’operazione di scissione, trasferendo gli immobili alla società beneficiaria. Successivamente alla scissione, la beneficiaria si trasformava in società semplice. Nel valutare l’eventuale configurazione di abuso del diritto nel caso sopra descritto, l’Agenzia delle Entrate riconosce che il contribuente ha realizzato un vantaggio fiscale, ma che non può essere qualificato come indebito essendo in linea con la ratio della norma. Pertanto, poiché il vantaggio fiscale non è indebito, non è necessario verificare la presenza degli altri requisiti necessari a configurare abuso del diritto.

Si allega di seguito il link alla Risoluzione n. 101/E:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/nsilib/nsi/documentazione/
provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/risoluzioni/archivio+risoluzioni/risoluzioni+2016/novembre+2016+risoluzioni/risoluzione+n+101+del+03+novembre+2016/
RISOLUZIONE+N_101+DEL+03-11-2016.pdf

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