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NUOVA DISCIPLINA DELLE SOCIETÀ CONTROLLATE ESTERE

Pubblicata la circolare dell’Agenzia delle Entrate con la quale vengono forniti importanti chiarimenti sulle novità relative alla disciplina delle Controlled Foreign Companies (CFC).

La disciplina delle società controllate estere (c.d. CFC rule) prevede un regime di tassazione per trasparenza in capo al socio residente in Italia per quanto concerne i redditi realizzati dalle controllate (e non più solo collegate) estere domiciliate in Paesi a fiscalità privilegiata, indipendentemente dal fatto che questi redditi vengano realmente percepiti.  
Lo scorso agosto, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 35/E con la quale ha avuto modo di fornire rilevanti chiarimenti sulle novità apportate alla presente disciplina dal “decreto internazionalizzazione” e dalla legge di Stabilità 2016. L’aspetto più importante esaminato dalla circolare riguarda i nuovi criteri di individuazione degli Stati o territori a fiscalità privilegiata: dal 1° gennaio 2016, infatti, le modalità di individuazione di tali Paesi vengono esclusivamente basate sul livello di tassazione e non più sul sistema formale di inclusione di uno Stato o territorio in un mero elenco (la c.d. black list). Infatti, la mancanza di intenti o effetti elusivi, alla base dell’investimento all’estero, si considera dimostrata qualora il contribuente provi che il carico fiscale estero sia almeno pari al 50% della tassazione nominale italiana o della tassazione effettiva che la controllata avrebbe scontato laddove fosse stata residente in Italia.

La CFC rule, quindi, potrà essere disapplicata nel caso in cui la società residente dimostri, alternativamente, che:

1.  la società non residente svolge un’attività industriale o commerciale come attività principale;

2.  dalle partecipazioni non consegue l’effetto di localizzare i redditi in Stati o territori con regimi fiscali privilegiati.

Proprio con riferimento a questo secondo punto entra in gioco il c.d. tax rate estero che dovrà essere calcolato rapportando la somma delle imposte scontate dalla società controllata sui redditi prodotti all’utile ante imposte della stessa. Dopo aver calcolato il tax rate effettivo estero, occorre operare un giudizio di congruità, comparando lo stesso con il 50% dell’aliquota nominale vigente in Italia, data dalla somma di IRES e IRAP. Nel caso in cui il tax rate risultasse superiore al 50% dell’aliquota nominale italiana non si applicherebbe la disciplina in oggetto.

Vi è altresì da considerare il fatto che la CFC rule viene applicata anche nel caso in cui i soggetti controllati siano localizzati in Paesi appartenenti all’U.E. e aderenti allo Spazio Economico Europeo qualora:

1.  i soggetti controllati siano assoggettati a tassazione effettiva inferiore a più del 50% di quella a cui sarebbero stati soggetti ove residenti in Italia;

2.  i soggetti controllati abbiano conseguito proventi derivanti per più del 50% da attività non industriali o commerciali.

La circolare conferma inoltre il venir meno dell’obbligatorietà della presentazione dell’istanza di interpello ai fini della disapplicazione della CFC rule. In conseguenza di ciò viene istituito un nuovo obbligo a carico del socio controllante di segnalare nel quadro FC del Modello Unico le proprie “partecipazioni CFC” nei casi in cui non abbia richiesto la disapplicazione della disciplina in questione o, anche avendolo fatto, abbia ricevuto parere negativo dall’Amministrazione fiscale. A tal proposito, la circolare chiarisce che il contribuente deve indicare esclusivamente l’utile o la perdita dell’esercizio della controllata estera, senza doverne rideterminare il reddito. Analogo obbligo è imposto nel caso in cui vengano percepiti utili e plusvalenze prodotti in Paesi a fiscalità privilegiata.

La circolare, infine, illustra come il “decreto internazionalizzazione” faciliti la fruizione del credito d’imposta estero, il quale viene ora riconosciuto non più ai soli soggetti titolari di reddito d’impresa, bensì a tutti i contribuenti, a prescindere dalla tipologia di reddito/investimento effettuato all’estero.

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