Prima pagina

Credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo

Dall'Agenzia delle Entrate la circolare relativa al credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo.

Il credito d'imposta in oggetto, introdotto dal Decreto Legge Destinazione Italia del dicembre 2013, viene riconosciuto a tutte le imprese (senza limiti di fatturato e indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato) che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo.  L'Agenzia delle Entrate, lo scorso 16 marzo, ha emanato una circolare con la quale vengono fornite importanti indicazioni operative relative al credito d'imposta in questione. Esso viene riconosciuto, per i periodi d'imposta a decorrere da quello successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino al periodo in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari al 25% delle spese incrementali sostenute rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.  La misura del credito è elevata al 50% per le spese relative al personale altamente qualificato e per quelle relative a contratti di ricerca con Università, enti di ricerca e altre imprese, comprese le start-up innovative.  Il credito d'imposta spetta fino a un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute annualmente spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari ad euro 30.000.    Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione e non concorra alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, né alla determinazione del valore della produzione netta ai fini delle imposte sui redditi, né alla determinazione del valore della produzione netta ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive.   L'obbligo di certificazione contabile della documentazione relativa alle attività di ricerca e sviluppo è previsto con riferimento alle imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale, le quali devono avvalersi della certificazione di un revisore o di una società di revisione iscritti nel registro dei revisori legali.  Le imprese con bilancio certificato sono esenti dagli obblighi appena descritti.   Infine, un'indicazione di notevole importanza contenuta nella circolare riguarda la cumulabilità delle presenti agevolazioni con quelle relative al c.d. patent box.

© 2012 consulenza aziendale societaria tributaria - codice fiscale e p. iva 03380670962

follow us BignamiAssociati on Twitter