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TRANSPARENCY, DIRETTIVA ATTUATA, modifiche al TUF

Tra le novità da segnalare: alzata al 3% la soglia delle partecipazioni societarie rilevanti, cancellato l’obbligo di rendicontazione trimestrale, allungamento da 60 giorni a tre mesi del termine di pubblicazione relazione finanziaria semestrale.

Il decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 25  pubblicato lo scorso 3 marzo, con entrata in vigore il giorno 18 marzo, ha dato attuazione alle modifiche della Direttiva Transparency intervenendo su talune  disposizioni del Testo Unico della Finanza (d.lgs. n. 58/1998) applicabili alle società quotate e riguardanti gli obblighi di disclosure e il relativo sistema sanzionatorio. 

Tra le principali novità si segnalano: 

  • l'innalzamento dal 2% al 3% della soglia di possesso azionario in una società quotata, al cui superamento sorge l'obbligo di comunicazione alla stessa società e alla Consob; 

  • l'eliminazione dell'obbligo di pubblicazione dei resoconti intermedi di gestione al 31 marzo e al 30 settembre;

  • l'allungamento da 60 giorni a tre mesi del termine di pubblicazione della relazione finanziaria semestrale; 

  • l'introduzione di un nuovo sistema sanzionatorio, esteso ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo, nonché al personale dell'ente, a fronte della violazione: 

  • degli obblighi inerenti all'informativa contabile; 

  • degli obblighi di comunicazione delle informazioni privilegiate e dei piani di compensi basati su strumenti finanziari; 

  • delle disposizioni riguardanti la tenuta del registro delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate; 

  • degli obblighi di ottemperare alle richieste di informazioni formulate dalla Consob ex art. 115 TUF; 

  • dell'obbligo di riportare, nella relazione sul governo societario, le informazioni circa l'adesione a codici di comportamento in materia di governance; 

  • degli obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti e dei patti parasociali, nonché  

  • dei divieti inerenti all'esercizio del diritto di voto per le partecipazioni rilevanti non dichiarate e, in taluni casi, per quelle reciproche. 

Il nuovo sistema sanzionatorio prevede, salvo che il fatto costituisca reato:  

  • la dichiarazione pubblica della violazione;  

  • l'ordine di eliminare l'infrazione, con eventuale indicazione delle misure da adottare e del termine per l'adempimento, e di astenersi dal ripeterla;  

  • la sanzione amministrativa pecuniaria fissata tra un minimo variabile tra i 5.000 e i 10.000 euro, e un massimo di euro 10.000.000, ovvero – se superiore – fino al cinque per cento del fatturato complessivo annuo.  

È confermata la sanzione amministrativa (da euro 10.000 a euro 1.500.000) a carico dei membri del Collegio Sindacale che si rendano inosservanti ai doveri di vigilanza stabiliti dalla legge e ai relativi eventuali obblighi di comunicazione alla Consob. 

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