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SINDACI: LA RESPONSABILITA’ VA PROVATA

Oltre agli altri elementi, è necessario stabilire un nesso di casualità tra il danno alla società e la condotta negligente dei sindaci

La Cassazione con la sentenza n. 24362 del 29 ottobre 2013, si è espressa a proposito delle fattispecie in cui è configurabile la responsabilità dei sindaci.In particolare il caso riguardava lo svolgimento da parte degli amministratori di un’attività protratta nel tempo al di fuori dei limiti consentiti dalla legge; attività di cui i sindaci non hanno mai opposto rilievi.Per affermarsi, in questo caso, la fattispecie di responsabilità dell’organo di controllo, non è stato necessario individuare le singole omissioni, ma è stato sufficiente opporre ai sindaci il fatto di non aver mai rilevato una macroscopica e continuata violazione, attivandosi di conseguenza (a esempio, segnalando all'assemblea le irregolarità di gestione o denunciando i fatti al Tribunale a mente dell’art. 2409 del c.c.). E’ infatti ragionevole presumere che un comportamento diverso da parte dell’organo di controllo, avrebbe potuto evitare le conseguenze dannose della condotta gestoria.
I sindaci, infatti, “sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica” (art. 2407, secondo comma c.c.).
E' bene quindi evidenziare che la responsabilità dei sindaci per i danni provocati alla società non deriva automaticamente da quella degli amministratori, ma si verifica quando alla condotta degli amministratori si accompagna il mancato o incompleto controllo dei sindaci. Si tratta di una cd. "responsabilità concorrente": il fatto determinante è che la responsabilità concorrente dei sindaci non può esistere senza una concomitante responsabilità degli amministratori, la quale è presupposto necessario per la condanna dei sindaci al risarcimento dei danni. Quindi, per la configurazione della responsabilità concorrente dei sindaci, oltre agli elementi generali (inadempimento proprio, elemento soggettivo, danno risarcibile, nesso di causalità) si aggiunge la presenza di una responsabilità per inadempimento degli amministratori.

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