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CESSIONE D’AZIENDA O DI SINGOLI BENI? LA DECISIONE IN BASE AD ELEMENTI OGGETTIVI

La Cassazione accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, affermando che la volontà delle parti non costituisce discrimine.

La vicenda riguardava la cessione di un complesso di beni, che le parti avevano inteso come cessione d’azienda, assoggettando l’operazione al pagamento delle imposte di registro, ma che l’Amministrazione Finanziaria aveva contestato essere una semplice cessione di beni, da assoggettare dunque ad IVA. La Cassazione con la sentenza n. 10740 dell’8/05/2013, ha accolto il ricorso dell’Agenzia affermando che non è sufficiente la volontà delle parti a qualificare l’operazione (questa nel caso di specie si identificava nella previsione di un patto di non concorrenza), ma è necessario che vi siano elementi oggettivi desumibili dal fatto che il complesso di beni ceduti sia un’organizzazione autonoma idonea a far esercitare attività di impresa al cessionario.

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