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TRUST DI SCOPO: IMPOSTA DI REGISTRO FISSA

Tutte le Commissioni tributarie si stanno allineando alla tesi che la costituzione del trust di scopo sconti l’imposta fissa. L’imposta proporzionale sarà dovuta solo nel momento in cui i beneficiari diventano titolari

Si va consolidando, tra le varie pronunzie delle Commissioni tributarie, la tesi secondo cui la costituzione di un trust di scopo è soggetta al pagamento delle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa. Tesi che però risulta in contrasto con quella dell’Amministrazione finanziaria che sostiene invece l’assoggettamento all’imposta proporzionale nonché a quella sulle successioni e donazioni in virtù del fatto che l’atto con effetto traslativo, conferisce  beni e diritti. La Commissione, richiamandosi all’orientamento giurisprudenziale in materia, pressoché unanime, ha affermato che, nell’assenza di una normativa ad hoc, è necessario ricorrere all’applicazione analogica dell’imposta di successione e donazione di cui alla Legge n. 286/2006 che, all’art. 49, prevede che la tassazione deve concretizzarsi in un trasferimento di beni a favore di un terzo rispetto al disponente. Nel caso di specie, tuttavia, i beneficiari sono titolari di una posizione sottoposta a condizione sospensiva che non consente loro di ottenere alcun bene o diritto al momento dell’istituzione del trust. Non essendovi alcun arricchimento tassabile l’atto dovrà necessariamente essere sottoposto ad imposta in misura fissa. L’imposta proporzionale verrà dunque pagata quando si verificherà la condizione sospensiva traslativa della proprietà.

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